27 maggio 2020

Terza generazione e nuovi traguardi

La famiglia Inama vanta oltre cinquant’anni di attività nell’area del Soave Classico e dei Colli Berici; sessanta ettari vitati che esprimono al meglio l’unicità di questi differenti terroir. La conoscenza profonda del suolo di natura vulcanica presente nella zona del Soave Classico e di quello calcareo e limo argilloso rosso della zona dei Colli Berici, ha portato allo studio di ogni appezzamento in modo rigoroso.

Con Matteo, Alessio e Luca Inama siamo arrivati alla terza generazione attiva nella produzione dell’azienda agricola Inama. I tre giovani, partendo dal lavoro già espresso dal padre Stefano e dal nonno Giuseppe, hanno introdotto un processo di miglioramento dal vigneto alla cantina. Una base solida di tradizione, competenza e viticoltura rispettosa degli equilibri naturali sono stati il punto di partenza per sviluppare un’ulteriore sensibilità. Spiegano i tre fratelli: «Negli ultimi dieci anni è stata adottata una viticoltura di precisione, ogni vigneto è stato micro-parcellizzato, analizzato nelle composizioni del sottosuolo e nel comportamento delle viti, per identificare diverse aree di lavorazione al fine di ottenere uve estremamente espressive in ogni punto di ciascun vigneto».

La ricerca dell’equilibrio e della bio-complessità è il fulcro della filosofia produttiva dell’azienda. L’approccio etico verso un’agricoltura totalmente sostenibile (eliminando qualsiasi forma di diserbo e concimazione chimica, producendo compost organico e utilizzando tecniche di sovescio) da i suoi frutti nel tempo e consente di raggiungere incrementi di vitalità del terreno. Antiche tecniche di lavorazioni dei suoli e l’uso di trattori di ultimissima generazione molto leggeri, permettono di avere suoli decompattati, in cui si rileva un aumento della presenza di microflore e microfaune, dove le radici della vite possono spingersi in profondità. In vigna è stato inoltre scelto un particolare sistema di potatura che ha consentito di mantenere in salute le viti più datate, che risalgono agli anni sessanta. Rese basse e un approccio biologico, combinati all’esaltazione della biodiversità spontanea, hanno portato gli acini a sviluppare una buccia più spessa e ricca di aromi, direttamente percepibili nel vino, che avrà una maggiore ampiezza gustativa ed ulteriore complessità.

«Miriamo a cogliere le uve al picco della maturazione e andando così a perdere sapori varietali e vegetali, lasciando spazio ad aromi espressivi del territorio. Le note varietali del vitigno passano dunque in secondo piano, avendo a disposizione tratti distintivi fortemente caratterizzanti riconducibili al territorio, che diviene il protagonista assoluto.»

Anche le operazioni in cantina, volte a preservare e valorizzare l’alto livello qualitativo delle uve, sono costantemente perfezionate, in maniera maniacale. Ogni partita di uva riceve un differente approccio al fine di valorizzare quella specifica parcella. I blend finali dei vini vengono assemblati al fine di ottenere equilibrio ottimale tra aromi, struttura e piacevolezza.

Pur sempre seguendo la traccia stilistica dei vini del padre, i tre fratelli Inama si spingono verso la massima cultura dell’eccellenza, sviluppando una puntigliosa cura dei dettagli nella produzione, per ottenere vini di grande precisione e stupefacente equilibrio espressivo.