28 giugno 2018

Il Carmenere in Italia

Il Carmenere e’ una varieta’ che spesso viene considerata tipicamente cilena. Tuttavia, in pochi sanno che il Carmenere e’ largamente diffuso in Italia da molto tempo, e che nel 2009 e’ stata riconosciuta la DOC Carmenere Colli Berici (provincia di Vicenza). E’  infatti proprio su queste dolci colline che il Carmenere ha trovato il luogo ideale in cui raggiungere la piena maturazione delle uve e sviluppare gli aromi piu’ pregiati, le spezie e il pepe nero, superando quelle note di peperone verde che spesso vengono considerate tipiche di questa varieta’ (specialmente in Cile). Ancora una volta il territorio italiano e’ in grado di sorprendere, offrendo sui Colli Berici le condizioni ideali per questo vitigno.

 

Ma come e’ arrivato il Carmenere nelle aree del nord-est italiano?

Il Carmenere ha una storia originale ed affascinante.

Si tratta di un vitigno di origini dalmate che si diffuse nell’impero Romano in epoca antica. Questa varietà veniva coltivata specialmente nell’area bordolese, e fu a lungo utilizzata nei blend tipici della zona. Tuttavia, a causa della sua bassa produttività e della difficoltà a raggiungere piena maturazione (specialmente in un clima atlantico come quello francese), il Carmenere non venne più ripiantato dopo l’epidemia di filossera che colpì l’Europa intorno alla metà del XIX secolo . Quest’uva venne per lungo tempo considerata estinta, fino a che, solamente nel 1994, alcuni test del DNA affermarono il contrario. Si scoprì infatti che il Carmenere aveva viaggiato, nascondendosi nella storia. Con grande sorpresa degli studiosi e dei coltivatori, questo vitigno fu ritrovato diffuso largamente in Cile (dove era stato confuso con il Merlot) e nelle regioni nord orientali dell’Italia.

Il Carmenere fu probabilmente fu portato nell’area italiana da viaggiatori (erano infatti in molti a recarsi in Francia per la stagione della vendemmia) e fino al 1950 fu identificato con il nome di Bordeaux Nero o Cabernet Vecchio, e spesso scambiato con una varietà più debole e deteriorata di Cabernet Franc. Il risultato fu che nelle regioni del Veneto e del Friuli, dove è abbastanza comune, questa varietà divenne, per gli studiosi di ampelografia ed i coltivatori, il prototipo del Cabernet Franc. A quel tempo, infatti, le diversità tra Carmenere e Cabernet Franc  erano attribuite alle variazioni nei cloni e, per scopi di propagazione, furono suddivise (incorrettamente) in Cabernet Franc di tipo francese e Cabernet Franc di tipo italiano, che si scoprì più tardi essere Carmenere. Ma ciò che distingueva il Carmenere dal Cabernet Franc erano innanzitutto i suoi grappoli più grandi e radi, la crescita, la bassa fertilità, l’aroma e il colore più intenso delle sue uve (Ampélographie Universelle by P. Odart, 1849).

 

Negli anni ’60, il Prof. Antonio Calò ed il prof. Carmine Liuni studiarono quello che era conosciuto come Cabernet Franc nella regione del Veneto comparandolo con la varietà importata dalla Francia di Cabernet Franc coltivata in quel paese e le differenze tra le due emersero. Furono gli studi ampelografici e soprattutto le moderne analisi chimiche dell’uva fatte tra il 1988 e il 1991 all’Istituto Sperimentale di Viticoltura a Susegana dai proff. Calò, Di Stefano e Costacurta che misero in luce abbastanza diversità da credere che i cloni francesi e italiani fossero probabilmente due varietà diverse. La conferma di questa scoperta arrivò con l’entrata del Carmenere nel registro delle varietà viticole, togliendo così qualsiasi dubbio ed aprendo la strada a questo nuovo vino di cui ora il nord-est Italia è la culla.

 

 

L’idea di produrre un vino unico, tipico dei Colli Berici e prodotto da una selezione di uva Carmenere nacque nel momento in cui vedemmo per la prima volta quest’area attorno all’Oratorio di San Lorenzo, in Località San Germano dei Berici (provincia di Vicenza). Era il 2001. Si tratta di una piccola valle, probabilmente di origine carsica, situata nell’area collinare occidentale della Val Liona.Secondo noi, è proprio qui nei Colli Berici, l’area a sud di Vicenza formatasi geologicamente da un antico bradisismo, che il Carmenere ha trovato la sua zona ideale.   Il territorio sembra essersi formato appositamente per aiutare questa difficile varietà a maturare. La terra è rossa, ricca di ossido di ferro e di pietra calcarea. Il clima è più mite rispetto alle zone circostanti. Il vigneto Oratorio di San Lorenzo, nel paese di Villa del Ferro – lat. = 45.392488 long. = 11.461403 -, è segnato ad ovest da una ripida collina boscosa che lo alimenta col limo rosso trascinato dalle piogge. In estate, l’area è torrida di giorno ma fresca alla sera per l’aria che scende dal bosco nel vigneto.

In particolar modo, nel 2009, diventò ufficialmente per la prima volta uno dei vini DOC dei Colli Berici con l’etichetta “INAMA ORATORIO DI SAN LORENZO DOC COLLI BERICI CARMENERE RISERVA”.

Crediamo che sia iniziata una nuova era per il Carmenere.